
Queste Conference Finals, per gli Hawks, non cominciano proprio benissimo: Jeff Teague, nelle prime battute di gara cade male e si infortuna. Un problema alla caviglia, forse una semplice conclusione/storta ma il tenace playmaker degli Hawks decide di stringere i denti e rimanere in campo.
Gli Hawks non arrivano a questa partita al loro meglio, sembrano aver perso quella fluidità e coesione che ci avevano messo in difficoltà negli scontri in Regular Season. Seppur con George sottotono (e marcato benissimo da Sefolosha, il più positivo degli ospiti) andiamo in vantaggio già nel primo quarto per poi gestire minutaggi e fatiche nel corso della gara. Nowitzki non riesce ad impattare in uscita dalla panchina, cosa che fa invece PJ Hairston: 7/8 dal campo e 5/6 behind the arc per la folle guardia dei Pacers, perfetto decimo uomo capace di mantenere la second unit in vantaggio anche contro i titolari avversari. Atlanta non riesce a servire i propri lunghi e si accontenta troppo spesso del tiro da fuori, si riportano sotto nel finale ma rimettiamo i titolari per l'ultima accelerata che ci porta fino al +15. Finisce 115-107

In gara 2 le cose cambiano, eccome. Altro che gestione dei minuti e ampie rotazioni, Atlanta ritrova lo smalto e ci mette sotto sin dai primi minuti. Millsap è un cecchino, Teague nonostante l'infortunio ci mette voglia e tenacia. Nowitzki, stavolta, ritrova la mira ed è un fattore dalla panca. A ciò si aggiunge la giornataccia della nostra, di panca. Ellis, Crowder, Young, Hill e Hairston. Tutti a quota 0 punti. Inevitabilmente Atlanta decolla, sfruttando anche l'inattesa giornata di Mike Muscala in doppia cifra off the bench. Gli Hawks chiudono la prima frazione a +5, il terzo quarto a +8 ma dopo esser stati anche in doppia cifra di vantaggio. Sembrano semplicemente averne di più anche perchè George, dopo una gara 1 sottotono, non sta brillando nemmeno in game two mangiandosi una marea di palloni. La nostra provvidenza invece ha il nome di uno che mangiapalloni lo è sempre stato definito in carriera, ma qui, forse, ha trovato la sua dimensione. Kemba Walker, ladies and gentlemen. 30 punti, 9 assist con la collaborazione di Avery Bradley, J-Smoove e quel ragazzino terribile di Miles Turner. L'accelerazione marchiata Pacers nell'ultimo quarto è pazzesca, Atlanta resta a contatto solo d'inerzia e arriverebbe anche a giocarsela nel minuti finale. Ma ancora quel ragazzo lì, Kemba Walker, è freddo come il marmo della lunetta. E la serie è sul 2-0.
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