Gara 1
I playoff cominciano e LeBron James vuole darci subito il battesimo della Quicken Loans Arena. Niente Ellis in quintetto come considerato, si parte con Stuckey da 2, Miles da 3 e George da 4 con Monta in uscita dalla panchina. Ma fin da subito è una sofferenza. LeBron è immarcabile, immarcabile e se in qualche modo riusciamo a contenere gli altri 2 (soprattutto Love che nei Cavs continua ad assomigliare un po' a una specie di Ryan Anderson) il ragazzo di Akron è incontenibile e guida i Cavs a un risicato ma continuo vantaggio. Noi le proviamo tutte facendo ruotare un po' tutti gli uomini, rispolverando addirittura Budinger e Solomon Hill, ma continuiamo a perdere terreno con anche Jr Smith che si accende facendo soffrire non poco Ellis.
Poi, nel terzo quarto, quando avevamo appena toccato la doppia cifra di svantaggio per la prima volta nel match, ecco che si accende un faro chiamato Cj Miles. La nostra guardia si incendia e comincia a piazzare triple su triple ammutolendo il pubblico. I Cavs vanno in crisi e prima li raggiungiamo, poi li superiamo sfiorando a nostra volta un vantaggio in double digit.
Ma facciamo i conti senza l'oste: la fiammata di Miles viene chiamata dal vento, anzi dalla tempesta, di LeBron James. Il fenomeno nativo dell'Ohio decide che non si può perdere gara 1 in casa e sfodera tutto il suo repertorio offensivo guidando i Cavs alla rimonta e al vantaggio definitivo, mentre noi piano piano ci spegniamo. Il tabellino, a fine serata, segnerà 44 con un clamoroso 19-24 dal campo che non può che darci speranza: se perdiamo di 3 con un King così, insomma...mica giocherà sempre così eh?
I playoff cominciano e LeBron James vuole darci subito il battesimo della Quicken Loans Arena. Niente Ellis in quintetto come considerato, si parte con Stuckey da 2, Miles da 3 e George da 4 con Monta in uscita dalla panchina. Ma fin da subito è una sofferenza. LeBron è immarcabile, immarcabile e se in qualche modo riusciamo a contenere gli altri 2 (soprattutto Love che nei Cavs continua ad assomigliare un po' a una specie di Ryan Anderson) il ragazzo di Akron è incontenibile e guida i Cavs a un risicato ma continuo vantaggio. Noi le proviamo tutte facendo ruotare un po' tutti gli uomini, rispolverando addirittura Budinger e Solomon Hill, ma continuiamo a perdere terreno con anche Jr Smith che si accende facendo soffrire non poco Ellis.
Poi, nel terzo quarto, quando avevamo appena toccato la doppia cifra di svantaggio per la prima volta nel match, ecco che si accende un faro chiamato Cj Miles. La nostra guardia si incendia e comincia a piazzare triple su triple ammutolendo il pubblico. I Cavs vanno in crisi e prima li raggiungiamo, poi li superiamo sfiorando a nostra volta un vantaggio in double digit.
Ma facciamo i conti senza l'oste: la fiammata di Miles viene chiamata dal vento, anzi dalla tempesta, di LeBron James. Il fenomeno nativo dell'Ohio decide che non si può perdere gara 1 in casa e sfodera tutto il suo repertorio offensivo guidando i Cavs alla rimonta e al vantaggio definitivo, mentre noi piano piano ci spegniamo. Il tabellino, a fine serata, segnerà 44 con un clamoroso 19-24 dal campo che non può che darci speranza: se perdiamo di 3 con un King così, insomma...mica giocherà sempre così eh?
Gara 2
E in gara 2, come ampiamente richiesto, LeBron non fa il fenomeno, anzi.
Tira sotto al 50% dal campo e non è il top scorer della squadra. Ma
veniamo fatti comunque a fette. La sconfitta assume aspetti umilianti
nel finale, quando i Cavs scaano mentre noi, spero saggiamente,
decidiamo di far giocare le riserve. Reggiamo due quarti andando
all'intervallo sotto solo di due punti dopo un inizio fulmineo che ci
aveva fatto ben sperare, ma stavolta i Cavs giocano davvero di squadra e
la nostra fluidità viene a mancare nel terzo quarto quando veniamo
letteralmente sotterrati dal trio Irving-James-Love, forse il più
efficace se in serata e nelle giuste condizioni. Finisce con un ventelo a
carico e dei nostri si salvano solo il solito Miles, unico anche
stasera che ha provato a salvare la baracca insieme a George, e quel
Tony Wroten che zitto zitto la sua doppia doppia la sfiora
sempre...adesso si arriva ad Indiana e speriamo almeno di evitare il
cappotto
Gara 3
Secondo alcuni è la mossa della disperazione, secondo altri un colpo di
genio. Ed hanno avuto ragione i secondi. Disperso nel fondo della
panchina in regular season, timidamente proposto nelle due partite a
Cleveland, sorprendiamo piazzando Chase Budinger nel quintetto titolare
al posto del deludente Stuckey. E successo fu. 15 punti per lui nel
primo quarto con la Bankers Life Fieldhouse in visibilio, 22 a fine
partita. Partita che segnerà la clamorosa stecca di Kirye Irving,
dannoso dal primo all'ultimo minuto, e la prima vittoria Pacers della
serie. Protagonista ancora lui, Cj Miles, top scorer con 27 punti e un
7/7 da 3 che ha del clamoroso. E dire che i Cavs, nonostante il 4/17 al
tiro del loro playmaker, hanno rischiato di vincerla eccome, con un
LeBron James meno devastante ma solidissimo e un Kevin Love letale sugli
scarichi. Dopo aver sbandato nel primo tempo i Cavs tornano fino ad
ottenere il vantaggio nel terzo quarto con una tripla di Jr ma Indiana
gira veramente bene, come o forse meglio di gara 1 a Cleveland e con il
vantaggio del pubblico a favore. E' proprio Miles, con la sua settima
tripla e una schiacciata in contropiede a siglare definitivamente la
vittoria casalinga quando Indiana è sopra 9 a 2 minuti e mezzo dalla
fine. La sfuriata finale dei Cavs è contenuta, si può finalmente far
festa. E se avessimo trovato l'assetto giusto? Lo vedremo subito in gara
4.



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