A Indianapolis il tempo passa ma se un giorno splende il sole, l'altro
c'è il temporale...di grandine, parecchia, ne passa sulla testa del GM
che ancora non riesce a convincere delle sue scelte attraverso i
risultati.
A tre giorni dalla fine del 2016 il record è un anonimo 17-14, che ci
mantiene ai vertici della Eastern solo per lo "sgretolamento di
campioni" avvenuto quest'anno sulla costa est: Rose si è trasferito ai
Jazz in cambio di una prima, James ha abbandonato il veliero Cavs
approdando a Boston in una squadra in cui l'unica stella è lui,
Cleveland prova a sorreggersi su Irving e Love mentre Riley continua ad
affidarsi a Wade, Bosh e a una bella scorta di bombole d'ossigeno.
Il record positivo maschera i gravi problemi che continuiamo ad avere.
Subiamo sconfitte tremende, come il 127-82 a Cleveland, il 124-93 contro
i KNICKS e il 114-95 contro i rivali storici dei Bulls.
E' sorprendente come a queste partite alterniamo fantastiche vittorie
come e due, consecutive, contro Spurs e Warriors. Ma non c'è continuità,
non c'è fluidità e quando manca quest'ultima ci sotterrano. Dei nuovi
arrivi davvero non male Josh Smith, che quando è in giornata ci risolve
parecchi problemi a rimbalzo e in attacco, bene Bradley e questo lo
sapevamo già essendo il ragazzo (nato nella Castle Air Force Base,
vicino Tacoma, nello Stato di Washington, zona militare che diede i
Natali a un altro grandissimo della pallacanestro, Ray Allen) uno dei
fidati di coach Gensi dai tempi dei suoi due titoli ai Boston Celtics;
lascio per ultimo volutamente Jae Crowder perchè per ora sta deludendo
molto.
Il trecciolone è il classico giocatore all-around, approccio difensivo
"duro", ma ci aspettavamo molto di più. Se difende sulle guardie va
sotto in rapidità, se copre i 3 va in mismatch di altezza con la quasi
maggioranza e offensivamente è legnoso, imballato e dal tiro ondivago.
Per dire, un Chase Budinger con 10 punti meno di overall faceva molto
meglio.
Le grane non finiscono qui perchè Ellis ha chiesto nuovamente la
cessione e noi, per non distruggere lo spogliatoio, gliel'abbiamo
promessa. Il problema è che Ellis non verrà ceduto, perchè è l'unico in
grado di portare punti in 2nd unit e non posso farne a meno. Quindi, tre
giorni dopo l'All Star Game, alla scadenza della trade deadline, dovrò
nascondermi dal presidente che mi ha già chiesto di cederlo forzatamente
sulle basi del suo dictat "Voglio solo giocatori che vogliano DAVVERO
far parte dei Pacers". Anche a costo di non giocarsi il re-peat,
sembra...
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