Bankers Fieldhouse, un giorno di febbraio 2017. Una delle
innumerevoli serate vissute, this season, dai tifosi Pacers, costretti a
vedere la propria squadra, campione in carica, faticare come una matta
per mantenere un record intorno al 50% di vittorie.
Si affrontano Indiana e i Miami Heat privi di Chris Bosh, un impegno
sulla carta facile dove, come ormai troppo spesso, siamo invece in serie
difficoltà. Dopo tre quarti vissuti sul filo del rasoio e un punteggio
di 76-70 Heat, gli ospiti mettono la freccia e grazie a due triple di
Deng si issano sull'85-72 a 9 minuti dallo scadere del tempo. Sugli
spalti si sbuffa, si alzano le braccia, ci si rammarica...un'altra
partita persa, si può sentire da dietro la nostra panchina.
Non ci stiamo. Timeout immediato, sfuriata clamorosa soprattutto verso i
senatori e quel George lì che, non possiamo negarlo, sta giocando sotto
i livelli a cui può e deve ambire. E per i restanti 9 minuti i tifosi
possono ammirare il miglior basket giocato dai Pacers in questa
stagione.
Con una rimonta clamorosa forziamo il supplementare, Miami non ci sta e
tiene botta con Wade e con uno Whiteside ovunque, si va al secondo
overtime e rischiamo di capitolare con un canestro di Wade a 2.9 dalla
fine per il nuovo +1 Heat che getta tutti nello sconforto. Ma gli dei
del basket hanno deciso diversamente, hanno deciso che questa partita è
nostra. E così, proprio sulla sirena finale, Ian Mahinmi corregge a
canestro la preghiera di Walker anticipando Whiteside e facendo
esplodere la Bankers come non si vedeva dalle scorse finali per il
134-133 Pacers che lancerà la prima striscia di vittorie della stagione.
Sì, perchè prima di perdere l'ultima partita antes All Star Game contro
dei Clippers che vedevano la madonna ne vinciamo SETTE in fila, che non
sono tante ma in questa Eastern Conference combattuta ci permettono di
issarci al primo posto con un record di 31-22, a pari merito con i Cavs e
con 2 partite di vantaggio sui Celtics di LeBron, anche loro in furiosa
rimonta dopo un inizio complicato.
Mancano 29 partite alla fine della Regular Season ma abbiamo
ricominciato a giocare il basket della stagione scorsa. L'obiettivo ora è
vincerne il più possibile per arrivare primi a Est, gestendo però il
minutaggio dei giocatori e allungando le rotazioni in modo di
salvaguardarli da una stanchezza che, inevitabilmente, affiora a questo
punto della stagione. In queste "last 29" capiremo cosa possiamo fare ai
playoffs e soprattutto SE potremo arrivare a un repeat che appare cosa
difficile, ma lontana dall'essere impossibile.
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