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martedì 12 gennaio 2016

The Final Countdown - NBA Finals 2016 vs Thunder - Game 1/2




Game 1

E' il momento e ci siamo arrivati. Da sfavoriti, partiamo già battuti forse (o forse no?) ma siamo qui, alla Chesapeake Arena, per gara 1 delle NBA Finals. Conto quei Thunder capaci di eliminare in successione Blazers, Pelicans e Spurs, con due diavoli come Durant e Westbrook a livelli mai visti prima. Che dire, partiamo dai quintetti. Per noi ormai collaudato starting five con Wroten, Miles, George, Hill e Mahinmi. I Thunder in parte sorprendono proponendo tra i titolari Enes Kanter accoppiato ad Ibaka nel frontcourt con Andre Roberson a fungere da specialista difensivo capace di coprire su più ruoli in D. E' però proprio il suo diretto avversario, CJ Miles, a far vedere le streghe ai Thunder nel primo quarto bersagliandoli di triple. Per i padroni di casa è il solo Durant a risplendere mentre Westbrook appare un po' in ombra e comunque limitabile, mentre Kanter si fa rispettare nel pitturato contro un Mahinmi non in formissima. 29-28 OKC a fine primo quarto, ma nel secondo, quando sia KD che Russ si avvicendano in panchina e noi facciamo riposare un PG sugli scudi la partita diventa dura, fisica...la nostra panca non riesce a influire e ad Ellis tremano le mani da far paura ma ancora peggio fanno le riserve dei Thunder incapaci di esprimere un gioco senza i loro fari in campo. Quando sta per suonare la sirena dell'intervallo abbiamo la palla in mano e non troviamo di meglio che rifilarla a Ian Mahinmi stranamente appostato sull'angolo. Non c'è più tempo per pensare, bisogna solo tirare ed è ciò che il francesino fa lontanissimo dal suo range sparando in aria una parabola altissima che non senza fatica finisce dentro. 50-48 Pacers all'intervallo!

Nel terzo quarto ci aspettiamo dei Thunder diversi e li troviamo infatti, con Durant ancora immarcabile e Westbrook apparentemente entrato in ritmo, Stuckey dalla panca ci regala alcuni canestri extra molto graditi mentre il bianchissimo Mitch McGary a tratti insegna basket. Miles torna a segnare dall'arco ma come troppo di frequente sparisce dalla partita, Wroten è limitato da Westbrook e così a prendersi le responsabilità dell'attacco è un George che sul primo passo ha la capacità di battere Durant. Il duello tra i due è bellissimo e si protrae anche nel quarto quarto sempre in una situazione di equilibrio e parità, la presenza del "trece" in campo è imprescindibile ma in alcuni frangenti sembriamo addirittura in grado di mettere la marcia in più e vincerla. Non sarà così. Arrivare a un finale punto a punto contro i Thunder è un suicidio, e purtroppo è quello che succede. OKC si trova a un minuto dalla fine palla in mano con 2 punti di vantaggio, Westbrook gestisce al solito il possesso marcato perfettamente da Wroten. Momento delicatissimo. Miles è su Roberson stranamente in campo (ci aspettavamo Waiters o Augustin nel finale) e si fa ingolosire dal cronometro dei secondi che scorre e da Westbrook che ancora gigioneggia poco oltre la metà parquet. Guarda Roberson che sta marcando, riguarda Westbrook e si avvia verso di lui per il raddoppio che potrebbe neutralizzare il possesso. Russell non si fa pregare due volte e scarica proprio per Roberson che un tiratore da 3 non è, un giocatore a cui affidare una conclusione pesante in gara 1 delle Finals nemmeno...ma la sua tripla, un po' per bacio degli dei del basket e un po' per evidente freddezza del ragazzo, entrerà, e chiuderà definitivamente i conti di gara 1. Troppi 5 punti da recuperare in un minuto, soprattutto se il duello tra George e Durant ha "raffreddato" il resto dei nostri ragazzi rimasti un po' estranei dalla fase offensiva nel finale. Finisce 110-102 Thunder, e noi paghiamo caro l'aver affidato troppi possessi a George e aver portato i nostri avversari a un finale punto a punto quando proprio a metà ultimo quarto sembravamo averne di più di loro e abbiamo rinunciato all'accelerazione definitiva. Se correggiamo queste due cose, in gara 2 ne vedremo delle belle. Per ora, è 1-0 OKC. 



Game 2


Siamo già al crocevia, figli miei. Concedere un doppio vantaggio ai Thunder in questa serie di finale vorrebbe dire dargli il titolo in mano, quindi c'è da lottare come leoni. Nessun cambiamento nei quintetti ma cambiamenti nella gestione, niente secondo quintetto in blocco in campo e titolari spremuti di più, se necessario. Il primo quarto è ciò che ci aspettiamo da una finale NBA, ritmo veloce ma durezza difensiva assurda, a dare spettacolo sono il solito CJ Miles da primo quarto e un Russell Westbrook molto più finalizzatore rispetto a gara 1, con Durant che resta, almeno inizialmente, a guardare. Primo parziale che si chiude sul 20-18 per noi, mentre nel secondo quarto decidiamo di mixare elementi del primo e del secondo quintetto con Lavoy Allen subito inserito e presente in fase realizzativa e accoppiato benissimo con Mahinmi in difesa, i Thunder faticano a trovare la via del canestro se non per mano delle loro due superstar mentre noi sfruttiamo un Wroten ispiratissimo nei suggerimenti per devastarli con il pick&roll. Sono i Thunder, però, ragazzi, e nonostante un secondo quarto giocato male ci recuperano un punticino. Si va a bere la Sprite sul 50-49 Pacers. Nel secondo tempo la partita si imbruttisce forse, con Westbrook e Durant a giocare spesso in isolamento e, per loro fortuna, con successo mentre noi continuiamo a pungolare i Thunder sotto canestro con Mahinmi e un Allen in giornata di grazia e dalla mano calda anche dalla media, fuori dalla "Ibaka Zone". Ma è il francese in particolare a impressionare, portando spesso anche moneta preziosa per i compagni e andando a concludere quando Kanter sbarella in difesa (di frequente, devo dire). Oklahoma City è in netta difficoltà e a fine terzo quarto la gara è sul +3 per noi. Ci vuole un grande sforzo del Dynamic Duo per mantenere la contesa aperta, con George un po' sparito in attacco perchè costretto a farsi un mazzo paiolo in difesa. Non c'è spazio per le riserve e per rotazioni ampie, i Thunder non cambiano e non cambiamo nemmeno noi e arriviamo alle battute finali entrambi stanchi. Loro cavalcano il loro "big 2", noi Mahinmi e un Allen che non è più uscito sebbene sia, ufficialmente, la riserva di Jordanone Hill. I Thunder vanno sul +1 nel minuto finale proprio con il #35 che segna un gran long two, noi riusciamo a tornare sopra con un pick&roll perfettamente gestito da Wroten per la schiacciatona di Ian Mahinmi. Mancano 31 secondi alla fine. I padroni di casa, in un arena in visibilio, affidano l'ultimo possesso a Westbrook con KD che si defila. Il playmaker dei Thunder non chiede nemmeno il blocco e accenna l'entrata in un'area affollatissima vedendosi costretto a scaricare per Roberson che, come in gara 1, diventa decisivo. Lo specialista difensivo salta sul primo passo Cj Miles e si lancia dentro tirando una campanata verso il canestro che fa boing, boing, boing...ed entra dentro. La Chesapeake Arena è in delirio, +1 Thunder a 3 secondi dalla fine. Timeout Pacers.
Uno schema per i lunghi che sono entrambi caldi è inapplicabile e non convince, Wroten si occuperà della rimessa...decidiamo, nonostante non si prenda una conclusione praticamente da fine terzo quarto, di servire George. L'idea è di un blocco che gli permetta di tagliare dentro ricevendo la palla alta, sotto canestro, da Wroten, o addirittura un alley oop. La realtà è che lo schema non funziona e George deve tornare sul perimetro e ricevere poco oltre la linea dei 3 punti, con KD a dargli fastidio. Passo avanti, passo indietro e il #13 si alza con perfetto stile per scagliare la difficile tripla della vittoria. La parabola sale, sale, sale tenendo i tifosi Thunder col fiato sospeso...poi torna giù, torna giù e quando ormai la sirena finale sta già suonando....FINISCE NELLA RETINA! PG vince la partita e i Thunder crollano distesi in campo, sconsolati. Folle, folle canestro di un giocatore che non segnava dal terzo quarto, ma i campioni si riconoscono da questo, dall'essere sempre pronti a decidere un finale anche se fino a quel momento avevano deluso. Finisce 109-107 Pacers e si vola a Indianapolis. Con il fattore campo strappato a dei Thunder combattivi ma troppo dipendenti dalla coppia RW-KD. Ed è lì che dobbiamo martellare alla Bankers, asfissiandoli dal primo all'ultimo minuto.


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