Back to back a ovest per i miei Knicks che si vedono costretti ad
affrontare prima i Phoenix Suns e poi i Sacramento Kings. Entrambe le
squadre hanno iniziato bene la stagione e sono virtualmente in zona
playoff, ma quando vediamo il quintetto con Phoenix quasi non ci
crediamo: Dragic è in mano nostra, Bledsoe è andato a Chicago a provare a
vincere l'anello e la squadra è affidata alle "sapienti" mani di Isaiah
Thomas che comunque sarà l'unico positivo. Partita in cui dominiamo
dall'inizio alla fine tant'è che i titolari si possono riposare e il top
scorer è uno Shane Larkin che ne mette 30 in modalità hero-ball dalla
panchina, per lui era una vasca, per Phoenix un incubo...
Ben più difficile l'impegno contro i Kings. A sorpresa già nel primo
quarto Jerome Thompson posterizza DeMarcus Cousins, ma ciò non piacerà a
boogieman che decide di scatenarsi e di riempire il nostro rookie di
falli. E in questa chiave andrà visto l'apporto di un Amar'è Stoudemire
che sembra tornato ai tempi d'oro, sia in attacco che in difesa,
perfetto partner per un Carmelo Anthony che nonostante il lieve
infortunio prende le redini e conduce la squadra nel momento piu'
difficile, ovvero quando i Kings di rabbia scaricano 45 punti nel terzo
periodo e ritrovano il vantaggio. Niente da fare, Melo vuole la W e W è,
con 44 punti e una clinic di tiro pazzesco. Ovviamente ogni rosa ha le
sue spine, e la nostra ha quella dell'ennesimo infortunio, stavolta a
Stat...un mese e mezzo di stop e una rotazione che si accorcia, ormai, a
nove uomini piu' i due rookie veramente indecenti. Finirà questa
pandemia?
A seguire, 4 partite per capire cosa realmente siamo. Celtics, Grizzlies,
Timberwolves e Raptors. L'unica squadra pari all'anno scorso è quella
canadese, per il resto i Celtics sono ancora in ricostruzione, i
Grizzlies sono crollati dopo aver perso
Gasol e sostituito con Hibbert mentre i Timberwolves grazie a un draft
da executive of the year hanno il miglior record della lega. Progettiamo
di uscire da questa settimana con quattro partite con almeno due W, di
cui una da conquistare obbligatoriamente contro Boston e un'altra
presumibilmente contro Memphis. Se, manco a dirlo...al TD Garden veniamo
fatti a fette. Boston inizia con un parziale di 14-2 che ci taglia le
gambe, proviamo piu' e piu' volte a rientrare ma ogni volta i verdi ci
piazzano un controbreak e ci rimane solo la resa. Finisce tanto a poco
ed è probabilmente la prova piu'brutta della stagione.
Memphis sembra sulla carta piu' abbordabile, ma come vedremo mai dire
mai. Partiamo subito bene, ma gli ospiti prendono fiducia con Conley e
Lee sugli scudi e ricuciono all'intervallo. Nel secondo tempo manteniamo
sempre un vantaggio di 4-5 punti dando l'impressione di poter scappare
via appena inserita la quinta marcia ma ciò non avverrà mai, e
sull'ultimo possesso dei Grizzlies un Randolph fin lì anonimo ci castiga
col fadeaway in post. Memphis 103, New York 102, fischi del
Madison...siamo entrati nell'incubo?
In una situazione così delicata se c'era una partita che poteva farci
male era una trasferta complicata. Proprio come quella a Minnesota,
squadra cresciuta e ai vertici della Western Conference. Ce lo
dimostrano subito partendo a razzo, noi dobbiamo abituarci nuovamente a
un assetto che vede Hardaway titolare per la prima volta in stagione in
vece di un sofferente Early, ma lentamente riusciamo a ingranare e
comprendere il loro gioco fino a stabilizzarsi sulla parità. Un grande
Hardaway mette la tripla del +1 a 58 secondi dalla fine, sul successivo
possesso Rubio si fa soffiare la palla
dalle mani da Beverley che la schiaccia nel cesto. E' la fine, vittoria
di prestigio e assolutamente inaspettata per quanto fatto vedere nei due
match precedenti. La dimostrazione che possiamo battere e farci battere
da chiunque...
Siamo quindi davvero in fiducia e i Raptors sono una formalità: Toronto
in realtà è una buonissima squadra, ma non entrano MAI e poi MAI in
partita tanto che tocchiamo anche un vantaggio di +35 e lasciamo in
panca il quintetto base per tutto l'ultimo quarto. Dopo 14 partite,
quindi metà regular Season, abbiamo un record di 8-6 che ci issa al
quarto posto a est a 2 partite dai Pacers capolista. E ancora ci manca
Dragic....
...ma nonostante ciò questi Knicks continuano a stupire. Il calendario ci consente di rimanere per due gare al Madison, arrivano
Hornets e...Warriors. Golden State è forse la squadra piu' forte della
lega, è intruppata nel gruppone di ovest ma è, per me, la favorita
principe per il titolo. Contro Charlotte, devo dire, è una scampagnata:
dominiamo su tutti i fronti e già all'intervallo la partita è in
ghiaccio, si riposano tutti e i tifosi si devono sorbire un poco
divertente garbage time.
Contro i Warriors la situazione è differente. La partita è di quelle in
cui devi preventivare una sconfitta, e l'impatto di Golden State al
match è MOSTRUOSO: in attacco sono delle macchine, in difesa ci mettono
in difficoltà, prendono la leadership dall'inizio e si portano ad
ondeggiare sui 10-15 punti di vantaggio per la maggior parte della
partita. Un canestro sulla sirena di Beverley fissa il terzo quarto
sull'87-77 Warriors, ma sarà proprio quel fortunoso tiro a darci la
speranza. E a farci decollare. Curry e Thompson si spengono un po', noi
ci accendiamo con due triple di Larkin e una di Melo, gli mettiamo il
fiato sul collo, Beverley ruba palla a Curry e va a schiacciare per
impattare a 102, Golden State sbaglia e in transizione Anthony dall'arco
ci regala il primo vantaggio della gara. Non lo lasceremo piu'.
Un'altra tripla di Hardaway a 58 secondi dalla fine la mette in
ghiaccio, battiamo i piu' forti e beh...ora siamo liberi anche di
sognare. Considerato che manca Dragic, siamo al comando dell'Atlantic
Division con 2 partite di vantaggio sui Raptors. A Est siamo dietro solo
a Indiana e Chicago, ovvero i nostri prossimi avversari. Per giunta in
back to back. Il rischio di uno 0-2 che ci tirerebbe nuovamente dentro
al gruppone è molto, molto alto. Ma chissà che non riusciamo a fargli
uno scherzetto...








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