"With the 1st pick of the 2015 NBA Draft, the New York Knicks select...Jerome Thompson, center from Iowa State".
Nessuno fu sorpreso. Questo prospetto, capellone mulatto di 215 cm
nemmeno troppo vagamente somigliante a Reinaldo Balkman, era il migliore
del draft . Centro rimbalzista potente, giocatore frontale con buon
range di tiro e braccia lunghe, segnalato come carente in difesa, fu la
prima pedina del rebuilding Knicks. Avevamo solo questa scelta, ma
quando il draft volse al termine i Rockets ci chiesero Prigioni e
Calderon offrendo una seconda: glieli demmo subito, ne avevano bisogno
perchè Beverley aveva annunciato la free agency, ma noi con quelle pick
inaspettate seleziona mmo due brocchi da miniera che non vennero
firmati. Ma già essersi liberati dei latinos era tanta roba...
Poi arrivò la free agency. Era il primo di 14 giorni di fuoco e noi più
di chiunque altro avevamo bisogno di firmare giocatori top. Il Madison
aveva sempre il suo fascino ma la tradizione perdente avrebbe influito
sulla scelta di giocatori che vogliono la garanzia di vincere. Fu così
che il primo "no!" Io e Phil lo incassammo da Jimmy Butler. Il max
salary non convinse l'ex ragazzo di strada che decise di virare verso
altri lidi. Ma fu proprio il primo giorno che arrivò il primo free
agent: Patrick Beverley firmò un quadriennale da 24 milioni per unirsi
ai bockers. E subito verso me e Phil piovvero le critiche: "meglio che
facciano i coach"; "non si può giocare con quello lì in regia". Solo
qualche insider ipotizzò che Beverley fosse stato firmato per essere
usato da difensore e spot-up shooter in quanto sarebbe arrivata una
guardia capace di far girare la squadra. E noi lo sapevamo già che
sarebbe arrivata. Dopo due giorni raggiungemmo l'accordo con il mio
pupillo Dragic. Dolan dovette svenarsi cacciando fuori quasi il massimo
salariale, ma riuscii a convincerlo che ne sarebbe valsa la pena.
Non era finita qui. Dopo qualche giorno di e passe ci rendemmo conto che
sarebbe servito un 4 di livello. Questo avrebbe voluto dire intasare il
cap, ma nessuno nel front-office voleva regalare ai tifosi un'altra
annata di transizione. Con un quadriennale da 44 milioni firmammo un
altro mio grande amore: direttamente da MoTown Greg Monroe annunciò al
resto della lega che i Knicks erano costruiti per puntare al bersaglio
grosso. Puntellammo il reparto lunghi con un annuale a Garnett e Stat (e
i suoi Bird ci fecero entrare in luxury...), completammo il roster con
due esterni undrafted buoni solo a sventolare gli asciugamani nel quarto
quarto. E lo faranno, perché questo gruppo è nato per vincere e lo farà
prima che Melo lasci la...mela. O almeno lo spero.
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