Banners

Banners

domenica 30 marzo 2014

Dove possiamo arrivare?




Test superati. Erano due partite che ci servivano a capire se siamo ancora in rebuilding o possiamo aspirare a qualcosina di piu'. E crediamo fortemente nella seconda. Teniamo testa agli Heat in Florida per tre quarti abbondanti, prima di cedere nel finale e perdere 100-90. Ma signori, che squadra! Grandissima difesa sulle stelle, grande varietà di opzioni in attacco, la sensazione di essere alla pari che l'anno scorso non c'era...sì, ma perchè sono così contento? Alla fine abbiamo perso...Sono contento perchè VENDETTA e' COMPIUTA! Dopo il match a Miami arrivano a Memphis i Thunder, sfida SENTITISSIMA, una quantità di pubblico assolutamente inaspettata per una partita di regular season....finisce 99-90 per noi ma il punteggio non ci rende assolutamente merito, DOMINIAMO per tutta la partita con Conley (36 punti) che annichilisce il confusionario Westbrook (6-17 dal campo). Segnale forte, è il segnale che se ci dovessimo rivedere anche quest'anno ai playoff...beh...ad alzare le braccia a fine serie non è detto che siano loro! Nel mezzo l'unica vittoria della stagione che fa male, quella che arriva (come sempre) contro i MIEI Celtics...rinforzatisi con Jabari Parker e Born Ready, ma privi di Rondo infortunatosi per tutta la stagione nella partita inaugurale...un pezzo di cuore è sempre rimasto lì, non nego che mi dispiace per loro, ma adesso ho la testa solo qui a Memphis...quest'anno facciamo sul serio! Non parliamo di titolo però...ancora non abbiamo la continuità e la mentalità giusta per farcela!

10 commenti:

  1. Più che di mentalità sbagliata io parlerei di roster. Questa squadra non ha un roster qualitativamente da anello, manca la stella che gira la serie da sola, il giocatore che può scrivere la storia... O, perlomeno, io non lo vedo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. E fai bene a non vederlo, perchè non c'è, Tanti buoni, buonissimi giocatori, ma nessun go-to-guy. Siamo un sistema, perdiamo con i piu' forti e vinciamo con i piu' deboli. A trovare la perfetta quadratura potrebbe aiutarci anche il mercato...

      Elimina
  2. Concordo con Alp e rincaro la dose: questa squadra non ha una città da anello. Memphis è una città stanca, indolente: tre squadre di baseball han chiuso baracca a Memphis. Nel basket, sia Nba, sia di college, non han mai vinto niente nè prodotto niente. Anche numerosissime squadre di football americano sono fallite a Memphis.
    Hanno persino una squadra di hockey, sempre che in Tennesse riescono a non far sciogliere il ghiaccio: squadra di hockey ovviamente delle sottoleghe minori che non ha mai vinto niente.
    L'unico sporto prolifico in Memphis è il Wrestling, ovvero una farsa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Memphis come college non sforna talenti? Derrick Rose e Chris Douglas Roberts dove li mettiamo?!? Poi, per il resto hai ragione, ma una cosa così nun se po sentì! ;)

      Elimina
    2. Derrick Rose è nativo di Chicago, cresciuto nella Windy City ed è un prodotto di Chicago. Il fatto che abbia fatto una stagione all'Università di Memphis non ne fa certo un prodotto della città di Memphis.

      P.S. Chris Douglas chi? (cit. Renzi)

      Elimina
    3. pare si sia dimesso Chris Douglas

      Elimina
    4. strano, avevo appena twittato un #chrisdouglasstaisereno

      Elimina
    5. :D :D concordo col coach zen, Memphis e il Basket sono un'antitesi. Ma vogliamo provare a sfatare questo, verissimo, luogo comune?

      Elimina
  3. Renzi e' a Memphis e ci sono Gasol e Zibo che gli cantano una canzoncina...
    Gensi vai avanti per la tua strada, si puo' vincere senza Stelle !!!
    Male che va' non si vince ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si può, si può...però bisogna essere davvero compatti e non sbagliare niente. E' difficile, ma non impossibile...impossible is nothing. E male che vada sì, non si vince...che è una cosa ampiamente preventivata!

      Elimina