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martedì 24 giugno 2014

Ripartiamo

Three peat. Lakers '52-'54 e '00-'02, Bulls '91-'93 e '96-98', ma soprattutto i Celtics che...no, loro di titoli ne hanno vinti otto in fila. Record che sarà impossibile da battere probabilmente per tutta la storia dell'NBA, con la piu' classica delle motivazioni: erano altri tempi. Ma noi quei Bulls e quei Lakers li vogliamo raggiungere. Due franchigie big market, a cui ricchi portafogli sono collegati praticamente dalla loro nascita. Noi, invece, questi due titoli li abbiamo raggiunti con programmazione e quell'occhio alle spese tipico dei self-made managers di cui la capitale del Tennessee strabocca. E con lo stesso metodo vogliamo raggiungere quel terzo che ci renderebbe definitivamente una dinastia. Perchè provare a cambiare un ingrediente se il piatto è buono? Nessuno lo saprebbe dire, e infatti nemmeno noi cambiamo ingrediente alcuno. Ne aggiungiamo solamente. Arriva, dalla free agency, il centro JJ Hickson, giocatore che potrà dire la sua sotto canestro e a rimbalzo e rinforzare un reparto lunghi a tratti deficitario nella stagione scorsa.. Arrivano, dal draft, un ala piccola (Basturk) e un playmaker (Johnny Norris), ma soprattutto arriva dal draft un'inaspettata steal. Con la scelta numero tredici ottenuta dai Jazz nell'affare Gasol, selezioniamo la giovane guarda Luther Powers, 22 anni e 71 di overall, giocatore molto simile, se devo fare un paragone con qualche "conosciuto", a Monta Ellis,  con ottime doti offensive sia nel piazzato che nell'andare al ferro e, d'altra parte tutto non si può avere, telepass clamoroso in difesa. Ma ci serviva, perchè dietro Jimmy Butler né un Allen invecchiato e all'ultimo anno di contratto né Jamaal Franklin potevano darci le sufficienti garanzie. La squadra resta pressochè la solita, le ambizioni pure. Ma nei giornali locali l'interrogativo è solo uno: coach Gensi ha ancora voglia di restare alla luce dei riflettori di Memphis? La pressione è tanta e le offerte delle altre squadre cominciano ad arrivare sul tavolo...

6 commenti:

  1. "Squadra che vince non si cambia" recita un noto adagio. Occhio però che le motivazioni sono alla base dei successi di una squadra: se per caso si dovesse notare un senso di appagamento in qualcuno degli effettivi, sarebbe la fine.
    Per me, questa è un'occasione troppo ghiotta per andare via, ma occhio che le lusinghe di altre squadre possono distogliere dall'obiettivo principale!

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    1. Chi abbassala guardia, esce dal quintetto! Non vogliamo giocatori demotivati. Anche perchè passerebbero alla storia...

      Di telefonate ne arrivano parecchie, ma per ora faccio orecchie da mercante...

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  2. Se fai il Threepeat con i Grizzlies, Memphis cambia nome e diventa Gensitown. Renditi conto che hai portato ad un back to back una città che non aveva mai vinto nulla ma di nulla ma di nulla ma di nulla ma di nulla in tutti gli sport americani presenti: baseball, NFL, basket, curling, soccer. Niente di niente di niente, neanche si erano avvicinati lontanamente.
    Arriva Gensi, back to back. Sindaco. Minimo. Come Kevin Johnson.

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    1. Lo so, ho già fatto tanto e adesso l'idea è di fare ancora di piu'. Se mi vedrete in TV a consegnare le chiavi della città a Conley capirete che dalla scomoda panchina ho fatto il salto alla poltrona.
      Con un three peat sarebbero definitivamente sul tetto del mondo no? Da lassù la vista è splendida...

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  3. Concordo con Alp, dipende tutto da te e da quello che cerchi, il threepeat iscrive il tuo nome nei libri di storia, però andando via per andare a cercare fortuna altrove (e vinci ancora) saresti immortale.

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    1. Comunque vada, sarà il mio ultimo anno ai Grizzlies. Che non sarà l'ultima 2k14-stagione. Quindi si punta al terzo e poi...si punta a vincere di nuovo!

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